Moria Api, Strasburgo contro Commissione Ue: "Azioni insufficienti, serve abolire pesticidi"

Il Parlamento europeo smentisce l'Esecutivo comunitario, che aveva parlato di progressi nel contrasto alla riduzione degli insetti impollinatori. La Lega contraria: "Solo falso ambientalismo, problema più complesso"

Per la Commissione europea, le azioni intraprese finora dall'Ue per contrastare la moria delle api stanno dando i loro frutti, invertendo il trend e facendo aumentare la produzione di miele. Per il Parlamento europeo, invece, questa azioni non sono sufficienti e chiede nuove misure per proteggere gli insetti impollinatori. A partire dal rendere obbligatoria la riduzione nell’uso di pesticidi. Ma non tutti, a Strasburgo, sposano questa linea: per la Lega, infatti, l'obiettivo 'pesticidi zero' è solo "falso ambientalismo".

Ma andiamo per ordine. Come è noto ormai da tempo, la popolazione mondiale di api e degli altri insetti impollinatori si sta riducendo da anni, mettendo a rischio la biodiversità e l'agricoltura. Secondo gli esperti Ue, circa l'84% delle specie coltivate e il 78% delle specie di fiori selvatici nella sola Europa dipendono, almeno in parte, dall'impollinazione animale. Fino a quasi 15 miliardi di euro della produzione agricola annuale dell'Ue sono direttamente attribuiti agli insetti impollinatori. 

Per contrastare questo fenomeno, l'Ue ha puntato il dito contro una serie di pesticidi, che secondo un'ampia letteratura scientifica, sarebbero i primi killer di api e simili. Nel 2018, la Commissione ha cosi' vietato l'uso in ambienti esterni di tre pesticidi neonicotinoidi, considerati i più pericolosi per gli impollinatori, e ha presentato un piano d'azione per proteggere queste specie e rilanciare l'apicoltura, l'Iniziativa Ue per gli impollinatori. Questa settimana, la stessa Commissione ha pubblicato una relazione che, di fatto, autopromuove il proprio operato in questo campo. Ma a poche ore di distanza, il Parlamento europeo, riunito a Strasburgo, ha votato una risoluzione in cui si contestano i dati di Bruxelles.

Nella risoluzione, il Parlamento "sottolinea che l'Iniziativa dell'Ue per gli impollinatori, nella sua forma attuale, non affronta in maniera sufficiente le numerose cause della diminuzione degli impollinatori, che comprendono i cambiamenti nell'uso del suolo, le pratiche di gestione agricola intensiva, l'inquinamento ambientale, i cambiamenti climatici e le specie esotiche invasive", si legge in una nota dell'Eurocamera. "Per favorire l’aumento della qualità degli habitat degli impollinatori sui terreni agricoli, la riduzione dell'utilizzo di pesticidi e fertilizzanti minerali dovrebbe diventare un obiettivo chiave della futura Politica agricola comune ", si legge ancora. "Inoltre, i deputati chiedono obiettivi di riduzione obbligatori in tutta l'Ue, da includere nella prossima revisione della direttiva sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi".

La risoluzione del Parlamento ha ottenuto l'ok della maggioranza dei deputati. Tra i contrari, l'europarlamentare della Lega Rosanna Conte, che accusa il testo di "falso ambientalismo": "Basta slogan semplicistici come 'pesticidi zero', la questione è ben più complessa - dice - Come risulta chiaramente dalle relazioni dell'ultimo congresso mondiale di apicoltura, la prima causa di morte delle api e degli insetti impollinatori è la carestia delle fonti alimentari (nettare e polline), ossia mancano i pascoli nei quali gli insetti utili possono prosperare. È su questo, sul ripristino della biodiversità vegetale, che bisogna puntare. Il falso mito dei 'pesticidi zero' ha già fatto grossi danni, come sanno bene gli agricoltori italiani colpiti dalla cimice asiatica. E rischia solo di ridurre la produttività del comparto senza risolvere il problema delle api", conclude. 

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