“Per un sistema alimentare sano e sostenibile”, la Commissione svela il piano Farm to Fork

Triplicare la superficie destinata all'agricoltura biologica e puntare sui nuovi modelli di business eco-compatibili. Bruxelles traccia il destino del cibo made in Europe, preannunciando l'introduzione di una nuova etichetta obbligatoria su tutte le confezioni

“Per la prima volta nella storia della politica alimentare Ue proponiamo un’agenda completa che riguarda tutte le fasi della produzione, fino al consumatore”. Così la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, ha presentato la nuova strategia “Dal produttore al consumatore”, già nota come Farm to Fork. Il pacchetto di proposte avanzate dall’esecutivo europeo mira a “fare della sostenibilità il marchio dell’Europa”. Il che vuol dire anche aprire nuove opportunità commerciali e diversificare le fonti di reddito per gli agricoltori e i pescatori europei. 

Più spazio all'agricoltura biologica

Il provvedimento tratta i temi chiave legati alla produzione e al consumo di cibo nel XXI secolo. Confermando lo scopo fondamentale delle politiche agricole europee di fornire alimenti a prezzi accessibili a tutti i cittadini dei Paesi Ue, Bruxelles affronta questioni controverse, spesso terreno di scontro tra associazioni di consumatori e imprese. Tra gli obiettivi fissati c’è infatti quello di destinare - entro il 2030 - almeno il 25% della superficie coltivata in tutta l’Ue all'agricoltura biologica. “Credo che sia fattibile oltre che necessario”, ha detto in conferenza stampa il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans. Il politico olandese ha anche ricordato che le terre destinate alle colture biologiche, attualmente “sono solo l’8%” dell’intera superficie agricola Ue. La Commissione intende anche aiutare gli Stati membri a stimolare la domanda e l'offerta di prodotti biologici, garantendo la fiducia dei consumatori mediante campagne promozionali e appalti pubblici con requisiti 'verdi'.

Obiettivi 'green' e nuovi modelli di agri-business

“L’agricoltura è responsabile del 10,3% delle emissioni di gas serra, quindi la strategia Farm to Fork è essenziale per il Green deal europeo”, ha ricordato la Kyriakides, facendo riferimento al piano che mira ad azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050. Da qui l’esigenza di ricompensare gli agricoltori, i pescatori e gli altri operatori della filiera alimentare “che hanno già compiuto la transizione verso pratiche sostenibili”, si legge nella presentazione del pacchetto, e "a consentire la transizione di chi ancora deve compierla" oltre che "a creare ulteriori opportunità per le loro imprese". Un esempio di nuovo modello di business verde, spiega la Commissione europea, “è il sequestro del carbonio da parte di agricoltori e silvicoltori”. “Le pratiche agricole che eliminano la CO2 dall'atmosfera contribuiscono all'obiettivo della neutralità climatica e dovrebbero essere premiate attraverso i pagamenti della politica agricola comune (Pac) o altre iniziative pubbliche o private”.

Biodiversità e resilienza

Tra le tante novità, anche alcune conferme di quanto fatto in passato. “La Pac - si precisa - continuerà a costituire uno strumento fondamentale per sostenere gli agricoltori nella transizione verso un sistema alimentare sostenibile”. Assieme alla strategia sulla biodiversità, annunciata non a caso assieme alla Farm to Fork, la Commissione mira anche a sostenere la ripresa economica nel complicato contesto post-coronavirus. Si intende quindi “rafforzare la resilienza delle nostre società nei confronti di future pandemie e minacce quali gli impatti del clima, gli incendi boschivi, l'insicurezza alimentare o l'insorgenza di malattie, anche favorendo pratiche più sostenibili per l'agricoltura, la pesca e l’acquacoltura”. Il tutto affrontando anche “il problema della protezione delle specie selvatiche e del commercio illecito di specie selvatiche”.

Fondi per la ricerca e investimenti sostenibili

Ricerca e innovazione sono definiti “fattori chiave” per una transizione più rapida verso "sistemi alimentari sostenibili, sani e inclusivi". Nell'ambito di Orizzonte Europa, la Commissione propone di investire 10 miliardi di euro alla ricerca su alimenti, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura, pesca, acquacoltura e ambiente, nonché sull'uso delle tecnologie digitali e delle soluzioni basate sulla natura nel settore agroalimentare. “Il Fondo InvestEU promuoverà gli investimenti nel settore agroalimentare - promette l’esecutivo Ue - riducendo il rischio degli investimenti effettuati dalle società europee e agevolando l'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese”. Si affronta dunque il complicato tema della cosiddetta tassonomia. “Nel 2020 - si legge - il quadro dell'Ue per agevolare gli investimenti sostenibili e la strategia rinnovata in materia di finanza sostenibile incoraggeranno il settore finanziario ad assumere un ruolo di punta nella transizione e a investire in maniera più sostenibile, anche nei settori agricolo e della produzione alimentare”. Si punta quindi a un mix di investimenti pubblici e privati per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità. 

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Verso una nuova etichetta obbligatoria

Tra le esigenze alle quali si cerca di dare una risposta unificata a livello Ue c’è la pretesa da parte dei cittadini di mangiare alimenti sani e dunque di avere acceso a informazioni chiare che aiutano nella scelta al supermercato. “Per incoraggiare l'industria alimentare a offrire prodotti alimentari sani e sostenibili” la Commissione proporrà “un'etichettatura nutrizionale obbligatoria sulla parte anteriore dell'imballaggio e avvierà iniziative per stimolare la riformulazione dei prodotti, anche definendo dei profili nutrizionali per limitare la promozione (attraverso indicazioni nutrizionali o sulla salute) di alimenti ricchi di grassi, zuccheri e sale”. Indicatori che hanno fatto pensare alla controversa etichetta a semaforo, la cosiddetta Nutri-score, avversata apertamente da molte imprese italiane. Interrogata sul tema dai giornalisti, la commissaria Kyriakides ha annunciato che “è in corso una valutazione d’impatto” sulle diverse proposte di etichetta. La Commissione ha infine affermato che tra le informazioni da dare al consumatore ci saranno anche quelle relative al benessere degli animali.

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