Nutri-score, la 'strana alleanza' tra multinazionali e consumatori: “Sì all’etichetta a semaforo”

Appello di Nestlé, Danone e una serie di catene di supermercati per chiedere alla Commissione di rendere obbligatorio il sistema di rapida lettura degli ingredienti. Firma anche Altroconsumo. M5s: “Vergognoso attacco al made in Italy”

Multinazionali del cibo e della distribuzione, ma anche europarlamentari, accademici e associazioni di tutela dei consumatori. Una vasta alleanza del mondo produttivo e politico europeo ha sostenuto pubblicamente “l’adozione obbligatoria in tutta l’Ue” del Nutri-Score, cioè l’etichetta a semaforo che offrirebbe, in un colpo d’occhio, il contenuto di ingredienti nocivi per la salute dei consumatori. L’appello indirizzato alla commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, è subito finito nel mirino dei tanti critici della controversa etichetta. 

L'etichetta

Come spiegato dal ‘padre’ del Nutri-score, il professor Serge Hercberg (anche lui firmatario dell’appello), l’etichetta a semaforo “attribuisce dei punti su una base puramente scientifica”, relativa al contenuto di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale, e che - assicura Hercberg - “non fa differenze di trattamento sulla base della nazionalità del prodotto in esame”. Il risultato è una confezione molto facile da comprendere: semaforo rosso per i prodotti che fanno male alla salute, giallo e arancione per quelli da limitare, verde per quelli raccomandati. Un sistema semplice, che si è però scontrato coi capisaldi del mercato alimentare made in Italy, come l’olio d’oliva, numerosi latticini, per non parlare di salumi e creme di nocciola

L'accusa 

“Non ha alcun fondamento scientifico, penalizza i prodotti del made in Italy come l’olio extravergine di oliva, il parmigiano reggiano e molti formaggi genuini nostrani, e incredibilmente ‘premia’ prodotti industriali come quelli Nestlé”, accusa l’europarlamentare Dino Giarrusso del Movimento cinque stelle. Secondo l’esponente pentastellato, il Nutri-score è “fortemente voluto da una potente lobby per ammantare di ‘sano’ i propri prodotti, che può trarre in inganno il consumatore danneggiando la sua salute e la sua libertà di scelta”. “Come mai il ministro dell’Agricoltura Bellanova non scende in campo contro questa ingerenza di Nestlè e non difende il Made in Italy da questi continui attacchi?”, si chiede, infine, il pentastellato. 

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I firmatari

Tra i sostenitori del semaforo in etichetta ci sono anche tre colleghe di Giarrusso al Parlamento europeo. Si tratta della socialista croata Biljana Borzan, della liberale Véronique Trillet-Lenoir e di Michèle Rivasi del gruppo dei Verdi. Dalla parte del Nutri-score si schierano anche diverse associazioni a tutela dei consumatori, tra le quali c’è anche l’italiana Altroconsumo.

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