Il riso italiano si prende la scena ai tempi del coronavirus: “Più richiesto della pasta”

Crescono i consumi in Italia e oltreconfine. Siglato un accordo di esportazione verso la Cina, nonostante la crisi del Covid-19

Il comparto del riso italiano, pur colpito come il resto dell’economia tricolore dalla crisi del coronavirus, registra un momento di successi che fanno ben sperare per il futuro. L’Italia ha infatti visto aumentare la propria domanda interna di riso, registrando un impressionante +47%. Una crescita maggiore al prodotto ‘rivale’ per eccellenza, la pasta

Il risotto italiano spopola in Cina 

A conferma del momento positivo per il settore, è arrivata anche la firma del protocollo d’intesa che consente l’esportazione in Cina di riso da risotto. A salutare con entusiasmo la chiusura dell’accordo tra il ministero delle Politiche agricole alimentari e l’Amministrazione generale delle Dogane della Repubblica popolare cinese è la Coldiretti. Secondo l’associazione di categoria, il via libera all’export “potrebbe significare una spinta alle esportazioni di riso italiano nel mondo che nel 2019 sono già risultate in aumento del 4% per un valore di quasi 550 milioni”.

La leadership Ue

“L’Italia - ricorda la Coldiretti - è il principale produttore di riso in Europa con le coltivazioni che si estendono su un’area di 220mila ettari con 4mila aziende agricole italiane che raccolgono 1,40 milioni di tonnellate di riso all’anno pari a circa il 50% dell’intera produzione Ue, con una gamma varietale unica e fra le migliori del mondo”. Star delle ricette sulle tavole italiane, soprattutto al Nord, il risotto è anche popolare tra i cinesi che importano le varietà di riso necessarie per la sua preparazione, come il Carnarolil’Arborio, il Roma o il Baldo. “È perché il nostro riso è di qualità migliore di quello coltivato in Cina”, spiega orgoglioso Stefano Greppi, presidente della sezione Pavia di Coldiretti.

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La concorrenza mondiale

L’Europa, nonostante l’eccellenza italiana, rimane tuttavia un peso piuma della produzione di riso a livello mondiale, con appena lo 0,4% della produzione (500 milioni di tonnellate all'anno), mentre il 90% è coltivato in Asia. “I grandi produttori del mondo - sottolinea la Coldiretti - stanno accumulando scorte strategiche con il Vietnam che ha contingentato le esportazioni che sono state invece bloccate dal Bangladesh per il riso locale mentre in India le consegne per l’estero si sono fermate a seguito delle pesanti conseguenze del lockdown ed in Thailandia i prezzi del riso sono saliti al valore massimo dal 2013”. Tensioni e blocchi che potrebbero giocare a favore delle risaie italiane.

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