Stanare i falsi agricoltori con i satelliti, la Corte dei conti Ue 'striglia' Bruxelles

Le truffe sugli aiuti diretti al settore ammontano a 80 milioni di euro solo in Italia. Secondo un rapporto dei giudici contabili, i mezzi tecnologici per evitarle ci sono, ma pochissimi li usano. Da noi sono attivi in solo 5 province

Solo nell'ultimo triennio, le autorità italiane hanno scoperto un giro di falsi agricoltori che percepivano illegalmente gli aiuti diretti al settore da parte dell'Unione europea. Totale della truffa: 80 milioni. Ma il fenomeno non riguarda solo il nostro Paese: casi simili sono stati riscontrati in Francia e Bulgaria, ma il sospetto è che l'entità di questo tipo di frode sia ben più vasta e coinvolga anche altri Stati membri. Del resto, tali aiuti, che vengono calcolati sulla base della superficie dei terreni, rappresentano una della voci di bilancio più importanti dell'Ue. Ma le armi per prevenire le truffe sono spuntate. O meglio, i mezzi ci sarebbero, ma non sono utilizzati. E' questa, in estrema sintesi, la denuncia contenuta in un rapporto della Corte dei conti europea

Le "armi" sono i satelitti Sentinel del programma Ue Copernicus, che orbitano da tempo sopra le nostre teste e che dal 2017 forniscono immagini dettagliate e "con una frequenza sufficiente per verificare le attività svolte sui terreni agricoli nel corso dell’anno". Inoltre, ci sono "altre nuove tecnologie, come le immagini geo-referenziate e i droni" che potrebbero aiutare a distinguere i terreni dove si fa vera agricoltura da quelli usati solo per accaparrarsi i fondi Ue con dichiarazioni false. "Grazie a questa verifica automatica, costituita dai cosiddetti 'controlli tramite monitoraggio' - continua la Corte - è possibile individuare le colture e monitorare le pratiche esercitate nelle singole parcelle agricole (come la lavorazione del terreno, la raccolta e lo sfalcio) durante l’intero periodo vegetativo. Il nuovo approccio può anche ridurre il costo delle verifiche e consentire, al contempo, il monitoraggio di tutti gli agricoltori (anziché incentrarsi su un campione di essi". Insomma, più controlli e più risparmi. 

Eppure, "sebbene negli anni recenti l’Ue ne abbia incoraggiato l’uso", solo pochissimi enti pagatori, ossia gli uffici dei vari Stati membri che si occupano di erogare e controllare gli aiuti diretti, si avvalgono di queste nuove tecnologie. L'Italia è stato il primo Paese a sperimentarle: nel maggio del 2018, sono partiti i primi “controlli tramite monitoraggio” nella provincia di Foggia. A cui si sono aggiunti quelli di Viterbo, Cosenza, Crotone e Pordenone. Anche Spagna, Belgio, Danimarca e Malta hanno avviato questo tipo di verifiche. In totale, dunque, 5 Paesi Ue su 27.  

A bloccare i progressi in tal senso sono, secondo la Corte, alcuni ostacoli burocratici: "Gli organismi pagatori temono che la Commissione possa mettere in discussione le decisioni prese sulla base dei controlli tramite monitoraggio - si legge nel rapporto - In aggiunta, l’adozione del nuovo approccio comporta modifiche significative alle procedure e ai sistemi informatici degli organismi pagatori. La Commissione ha cercato di agevolare e standardizzare l’accesso ai dati Sentinel mediante servizi cloud, ma il loro uso a fini operativi resta limitato. Ha finanziato anche alcuni progetti di ricerca al riguardo, i cui risultati però devono ancora essere sfruttati", dice la Corte.

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Secondo la Corte, queste tecnologie, oltre a monitorare i regimi di pagamento diretto per superficie, possono essere utili a verificare i requisiti climatici e ambientali, che con la prossima Pac diventeranno sempre più centrali. "Nel 2019, nessuno degli organismi pagatori ha espletato controlli tramite monitoraggio per questi prerequisiti né per i regimi di sviluppo rurale", segnala la Corte. Ma non solo: "L’insieme proposto di indicatori di performance per la Pac futura non è stato, per lo più, concepito per il monitoraggio diretto con dati Sentinel di Copernicus". Insomma, i satelliti sono li'. Ma neanche la Commissione sembra accorgersene più di tanto.

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