"La transumanza sia patrimonio dell'umanità Unesco"

La richiesta di Italia, Grecia e Austria al vaglio del Comitato intergovernativo a Bogotà, in Colombia. Ma la Spagna si oppone

La transumanza, la tradizionale pratica di portare durante la stagione calda greggi di pecore e mandrie bovine verso alture coi pascoli più verdi, potrebbe diventare presto un patrimonio dell'umanità riconosciuto dall'Unesco. A Bogotà, in Colombia, è in corso la riunione del Comitato intergovernativo dell'Unesco che dovrà dare o meno il suo ok alla richiesta avanzata dall'Italia come capofila insieme ad Austria e Grecia. Il dossier di candidatura è già stato valutato positivamente da degli esperti consultati dall'organismo internazionale. Ma la Spagna si oppone. 

"La Spagna", spiega il professor Pier Luigi Petrillo, autore del dossier per la candidatura, "ha già fatto sapere se si opporrà alla nostra candidatura per impedire che il riconoscimento venga solo a favore di Italia, Grecia e Austria. Il governo spagnolo sostiene di non essere stato coinvolto nel processo di candidatura avviato nel 2015 ma in realtà venne coinvolto ma rifiutò l'invito, probabilmente pensando che la candidatura non avrebbe avuto possibilità di successo. Ora che il traguardo è vicino, la Spagna prova a impedire l'esito favorevole".

A decidere saranno i delegati di 24 Stati membri. Se le resistenze spagnole saranno vinte, la trabsumanza verrà inserita nella Lista dei Patrimoni Culturali Immateriali Mondiali dell'Umanità. La candidatura all'Unesco è stata avanzata nel 2017. E' una proposta che unisce tutta l'Italia, dalle Alpi al Tavoliere: le comunità emblematiche indicate nel dossier come luoghi simbolici della transumanza sono diverse, tra cui i comuni di Amatrice (Rieti) da cui è partita la candidatura subito dopo il devastante terremoto, Frosolone (Isernia), Pescocostanzo e Anversa degli Abruzzi in provincia dell'Aquila, Lacedonia in Alta Irpinia in Campania, San Marco in Lamis e Volturara Appula (il paese del Premier Conte) in provincia di Foggia, insieme a territori della Lombardia, la Val Senales in Trentino Alto-Adige, e la Basilicata. "Sono sicuro - ha detto il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa - che questo riconoscimento, qualora dovesse essere confermato, agirà da stimolo per promuovere quelle conoscenze tradizionali che testimoniano un rapporto virtuoso tra uomo e natura''.

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