Corsie verdi per i migranti stagionali, l'Ue accoglie le richieste dell'Italia

La Commissione europea pubblica le linee guida per favorire i trasferimenti dei lavoratori tra un Paese e l'altro e superare i blocchi alle frontiere dovuti alle misure anti-coronavirus

La Commissione europea ha pubblicato nuove indicazioni pratiche per garantire la creazione di 'corsie verdi' che consentano ai migranti di soddisfare la domanda enorme di lavoro stagionale che rischia di restare inevasa nei campi agricoli europei a causa delle misure nazionali anti-coronavirus. Una misura salutata con sodddifazione dall'agroalimentare italiano, che teme pesanti contraccolpi alla produzione per via della carenza dei 370mila stagionali che ogni anno vengono impiegati nei campi del Belpaese.   

"Per quanto riguarda i lavoratori stagionali, in particolare del settore agricolo - scrive la Commissione Ue - gli Stati membri sono invitati a scambiarsi informazioni sulle loro diverse necessità a livello tecnico e a stabilire procedure specifiche per garantire il passaggio agevole di tali lavoratori, al fine di poter rispondere alle carenze di manodopera causate dalla crisi. I lavoratori stagionali del settore agricolo svolgono in determinate circostanze mansioni fondamentali di raccolta, impianto e cura delle colture. In tali situazioni gli Stati membri dovrebbero riservare a tali lavoratori lo stesso trattamento riservato ai lavoratori che esercitano professioni critiche e comunicare ai datori di lavoro la necessità di prevedere un'adeguata protezione della salute e della sicurezza", conclude la nota.

"Bene la Commissione Ue", dice il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. "La Commissione – continua - ha riconosciuto che alcuni settori dell'economia, in particolare quello agricolo, dipendono in larga misura da occupati stagionali che 'svolgono funzioni critiche di raccolta, piantagione o cura' e per tale ragione 'esorta gli Stati membri a istituire procedure specifiche per garantire un passaggio agevole' a queste persone specificando che verrà attivato anche – evidenzia la Coldiretti - il Comitato tecnico per la libera circolazione dei lavoratori per individuare le migliori soluzioni da estendere a tutti gli Stati membri per consentire ai lavoratori di operare 'senza indebiti ostacoli'".

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Secondo le stime della Coldiretti con la chiusura delle frontiere nell’Unione europea manca quasi un milione di stagionali per le imminenti campagne di raccolta nelle campagne dei principali Paesi agricoli. "La situazione più grave è in Italia dove e a rischio – sottolinea la Coldiretti – c’è più di un quarto del made in Italy a tavola che viene raccolto nelle campagne da mani straniere con 370mila lavoratori regolari che arrivano ogni anno dall’estero, fornendo il 27% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore".

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